«Biagio ha vinto la Lotteria». Una storia che merita un film

Deve essere considerato un po’ come un premio alla carriera. Il giusto coronamento della vita di chi a Pinerolo è ormai una vera e propria istituzione: Biagio Vigna. Questo sarà magari un post dal gusto provincialotto, con le sfumature della commedia all’italiana, come quando la realtà supera i confini della fantasia per mettere la cornice a una storia dai colori accesi. 

Biagio ha scoperto di essere diventato milionario durante quello che sarebbe dovuto essere un sabato sera qualunque, al freddo, tra le auto del parcheggio di quella discoteca che presidia da praticamente sempre. «Questa non è una storia da nazionale, ma è una storia da film» – mi ha scritto questa mattina un collega di un giornale torinese ed è vero. Quella di Biagio Vigna oggi diventa la storia perfetta per il soggetto di un nuovo romanzo all’italiana.

A Pinerolo lo conoscono tutti e soprattutto tutti conoscono il suo furgoncino bianco, tappezzato di manifesti, con l’altoparlante sempre acceso a diffondere le pubblicità degli esercizi commerciali del territorio. Ma Biagio Vigna è stato anche candidato al Consiglio comunale della cittadina nel 2001 a sostegno di una lista civica di centrodestra.

Un po’ come Parola, il muto del film “Al bar dello Sport” interpretato da Jerry Calà, Biagio Vigna è un uomo tutto sommato comune. Lui è come il prezzemolo, è un po’ ovunque. Scherza, ride, si fa prendere in giro e prende in giro. Sempre pronto a scommetterci sopra. Ha fatto discutere e anche adesso che è diventato milionario continua a far discutere. Soprattutto tra chi è convinto che forse non avrebbe dovuto lasciarsi andare così in fretta a una pubblica ammissione di ricchezza.

Tutto sommato però credo che, se a Pinerolo la “dea Bendata” dovesse baciare proprio qualcuno, fosse giusto che baciasse proprio lui. Non per meriti propri, perché la fortuna non è un merito, ma perché, da feticista dell’estetica, credo che una storia come questa fosse giusto poterla vedere, commentare e raccontare. Una piccola favola provinciale che ci ricorda che a volte “il Lieto fine” si fa ancora vedere in giro. 

E chissà se, come diceva quel collega questa mattina, che qualcuno non si farà sfiorare dall’idea di raccontare la storia dell’uomo qualunque che vince la Lotteria Italia.

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